| Elena Paparazzo, capitana della Nazionale |
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Elena, hai mai pensato seriamente al campionato WNBA dopo l'increscioso equivoco di due anni fa? Ti senti pronta e matura per tentare una tale esperienza? Sinceramente sarebbe stata un'esperienza che mi sarebbe piaciuto fare, ma credo che sia molto difficile.
Hai speranze o credi che per le lunghe l'America sia una meta difficile e minata? Purtroppo noi italiane siamo troppo spesso considerate non in grado di giocare in una Lega così forte, ma sono sicura che se qualcuna di noi avesse la possibilità di provare e farsi conoscere, sarebbe all'altezza.
Dopo tanti anni di onorata militanza, i Fedelissimi ti considerano ormai un "mito"? Ti piace l'idea dello striscione o preferiresti qualche altra cosa? Lo striscione va benissimo e mi fa molto piacere che i Fedelissimi mi siano affezionati.
Quanto pensi possa contare il supporto dei tifosi al seguito della squadra, soprattutto in trasferta? E'
una bellissima iniziativa, forse unico esempio nel campionato italiano
e credo che sia un supporto importante per noi.
Sinceramente. Quando i tifosi ti invocano a gran voce, li senti oppure in campo non percepisci nulla ? Ti fa piacere essere sostenuta con tanto entusiasmo? Sento bene il calore del tifo quando sono in campo e non può farmi che piacere.
Un consiglio per i tifosi. Credi sia giusto sostenere e non criticare coach e giocatrici che scendono in campo? Le contestazioni non servono mai a niente. E' sicuramente più utile una critica costruttiva, visto che comunque lavoriamo tutti per raggiungere lo stesso obiettivo.
Dovessi dare tu un voto ai tuoi tifosi, da 1 a 10? Un bel 10. Ci stanno dimostrando di essere molto affezionati e per quanto mi riguarda cercherò, come del resto tutte le mie compagne, di ripagarli con tutte le soddisfazioni possibili.
Un rimbalzo vincente su Griffith, uno stoppone a Mc Williams, un assist smarcante a Jurga, un canestro dai "tuoi" quattro metri. Non potendo ottenere tutto, cosa sceglieresti? Scelgo una qualsiasi di queste possibilità a patto che sia quella che ci fa vincere lo scudetto o l'Eurolega.
Escludendo le tue attuali compagne di squadra per ovvie ragioni di opportunità, chi sceglieresti tra le giocatrici che sono state con te in Comense per classificarla "la migliore" o comunque quella da cui hai imparato di più? Catarina Pollini per molti motivi.
E' vero che sei molto timida? Per questo ti estranei presto dal gruppo o dal "casino" e preferisci stare da sola a meditare con te stessa? Spesso mi estraneo perché sono timida e non riesco ad inventarmi parole inutili da dire solo per ovviare all'imbarazzo.
Vinci il tricolore e l'Eurolega. Ti chiamano in WNBA. Torni e ti qualifichi per i prossimi Europei. Come festeggeresti? Una festa indimenticabile e poi una vacanza al caldo in completo relax per riprendermi dalle fatiche.
Pur essendo titolare della maglia azzurra, da quando sei a Como vieni impiegata ad intermittenza. Non ti da fastidio? E come fai ad essere sempre così pronta quando il coach ti chiama in campo visto che normalmente le giocatrici che partono dalla panchina fanno un po' di fatica a inserirsi subito nel contesto della gara? E una cosa che si impara con il tempo. Dopo che per tanti anni ho ricoperto il ruolo di cambio. Penso che sia anche questione di maturità sportiva ed inoltre è una scelta accettata nel momento in cui decidi di giocare in una squadra così competitiva.
Non pensi che nel tuo ruolo il fatto di non essere straniera possa talvolta essere penalizzante? In altri club probabilmente giocherei più minuti, ma forse non mi sarei tolta tante soddisfazioni...
La mia famiglia un po'. Quando posso torno a casa per qualche giorno a farmi coccolare, ma comunque, in generale, amo la mia solitudine.
Una domanda un po' più personale. Come sei di carattere? E' vero che non sei snob o "non te la tiri"? Sono una persona mite, che ama la tranquillità e i suoi spazi. Molti pensano che "me la tiri", ma è solo perché non mi conoscono. In realtà do poca confidenza inizialmente e sono un po' riservata, ma sono una persona semplice.
Ormai sei lanciata ed inserita nel mondo dello spettacolo e della moda. Dopo numerose apparizioni sulla carta stampata, ti abbiamo potuto ammirare anche sul piccolo schermo. Non hai mica intenzione di abbandonare il basket e soprattutto la Comense? Per adesso non ci sono rischi che abbandoni la mia vita di giocatrice di basket per fare altro. Sono solo esperienze diverse a cui sto dedicando i miei ritagli di tempo. La mia occupazione principale, quella a cui dedico tutte le mie energia resta sempre il basket e finalmente spero che quest'anno riusciremo a realizzare i...nostri sogni!
Grazie Elena per la tua pazienza. |
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