Polisportiva Comense 2015 a.s.d.

Polisportiva Comense Basket & Volley

Re: Basket/ att. Guido Corti

5 min read

Gent.mma Sig.ra, ricevo la sua lettera e rispondo per quanto di mia competenza. Lavorando nelle scuole da anni ed avendo anche effettuato percorsi scolastici di studi relativi al bullismo ed al Cyberbullismo, Le assicuro che l’episodio a cui si riferisce e di cui sono venuto a conoscenza da parte dell’istruttrice, non rientra nei casi di “bullismo”, ma semplicemente si tratta, o si è trattato, di un litigio tra due bambini;

l’istruttrice ha provveduto ripetutamente a mettere in atto quanto di sua competenza, separando i bambini in questione negli esercizi e nelle partite.

Capita a volte che i bambini litighino tra di loro, in classe, a scuola, all’oratorio, o anche a una festa di compleanno, cosi’ come capita anche tra fratellini.

Il bullismo è un’altra cosa, e sicuramente dei bambini di quarta elementare non hanno idea di come si effettuino atti di bullismo di natura fisica e psicologica.

Il torneo SBC è stato rivalutato quest’anno proprio per gli stessi motivi da Lei indicati, negli anni precedenti gli istruttori facevano giocare sempre gli stessi (i piu’ bravi) ,lasciando il maggior tempo delle partite, i piu’ piccoli o meno bravi in panchina con l’obiettivo di vincere il torneo con la propria scuola a discapito della crescita personale tecnica e di esperienza dei bambini e delle bambine.

Da quest’anno abbiamo cosi’ deciso di togliere la competizione tra squadre, che andava anche a discapito delle squadre che facevano 1 allenamento solo a settimana, come via Brambilla e a vantaggio di coloro che avevano piu’ giocatori di quinta elementare.

Abbiamo introdotto cosi’ il torneo per annata, in cui viene data a tutti e a tutte la possibilità di giocare e confrontarsi con pari età; durante le partite del torneo abbiamo anche evitato di far giocare “gli stessi” , perchè i tempi delle partite sono uguali, non sono concessi cambi e tutti i giocatori presenti giocano lo stesso minutaggio.

L’obiettivo degli allenatori della società non è vincere il torneo di minibasket interno con il proprio corso, ma creare giocatori di pallacanestro che riescano a competere piu’ avanti nella pallacanestro giovanile contro le squadre delle altre società e siano pronti in futuro a diventare giocatori e giocatrici abili fino a fine carriera con il massimo delle loro attitudini fisiche, insegnando la migliore tecnica individuale durante gli allenamenti.

Da quest’anno inoltre abbiamo creato il raduno settimanale per annata, in cui tutti i 2010 si ritrovano per poi arrivare già a conoscersi quando saranno in categorie superiori, under12 e under13 quando non giocheranno piu’ contro sè stessi, ma contro le altre realtà di paese in cui si conoscono già da tempo.

Per quanto riguarda le femmine inoltre abbiamo creato un gruppo di allenamento solo femminile che partecipa al campionato femminile esordienti, proprio perchè in futuro non potranno piu’ giocare con i maschi; se la bambina non si trova bene con gli altri compagni 2010 maschi, La invito perciò a prendere contatto con Flavio per poter far svolgere il secondo allenamento con il gruppo femminile, anche in prospettiva della squadra femminile futura.

Ieri abbiamo partecipato alla partita della Serie A e vi erano 100 bambini contenti, con gli altrettanti genitori strafelici di poter vedere i propri figli vicino ai campioni di Cantu’, noi anche cosi’ creiamo appartenenza alla società e spirito di squadra, con questi eventi, con le feste e con i camp estivi; il corso di Via Brambilla è una comodità che diamo ai bambini di allenarsi dopo l’orario scolastico, ma il loro futuro è nel gruppo 2010, maschile o femminile con cui arriveranno a giocare fino a 20 anni nella Comense e poi nella maggiore categoria possibile e immaginabile, sia essa la A, la B o la C, come le atlete delle nostre giovanili che abbiamo in giro per l’Italia, chi gioca in serie A, chi in nazionale e chi invece per divertirsi in C o in promozione.

Per quanto riguarda il rimborso economico possiamo garantire i rimborsi solo in caso di comprovate malattie fisiche o impedimenti di natura familiare, come un cambio di residenza, che impediscano agli atleti di aderire alle numerose iniziative e possibilità di allenamento che Le ho illustrato e che la società organizza e comunque LE posso consigliare che togliere la pallacanestro alla figlia per colpa di qualcun altro, o di un bambino litigioso, è un errore. Noi faremo il possibile per vigilare, io ho 30 anni di esperienza per indirizzare le cose al meglio, ho allenato una nazionale giovanile, ho vinto due scudetti giovanili, ho fatto parte della federazione e della commissione nazionale giovanile, quindi si deve fidare di quello che facciamo, gli episodi si dimenticheranno.

Cordiali saluti
Guido Corti

> Il giorno 13 gen 2020, alle ore 12:07, Tina Schoeler ha scritto:
>
> Buongiorno,
>
> Quest’anno per il secondo anno di seguito ho iscritto entrambe le mie figlie Carolina e Clara Signorile al corso di basket in Via Brambilla incluso l’allenamento extra in Via Giulini di Martedì per mia figlia maggiore Carolina.
>
> L’anno scorso Max era riuscito di creare una bellissima squadra con un vero team spirit, che è andata completamente persa con il nuovo sistema imposta dalla Comense di quest’anno, con ore e ore di attesa durante le partite e con l’esito che giocano solo i migliori. La parola squadra è andata persa completamente al mio avviso.
>
> Oltretutto sono accaduti vari casi di bullismo durante l’allenamento in Via Giulini di martedì, di quale è stata anche avvisata l’allenatrice. Malgrado l’insistenza di vari episodi ho deciso di togliere Carolina dal secondo allenamento, chiedendo un rimborso per gli ultimi 6 mesi già pagati e la divisa che è stata a pagamento quest’anno.
> Non parteciperà più alle partite e dubito che iscriverò nuovamente le mie figlie al corso di basket l’anno prossimo.
>
> Credo che come società doveste essere al corrente della motivazione di certe decisioni presi e parlando non soltanto da mamma ma da sportiva che ha giocato nella squadra agonistica del tennis sia in Germania che all’estero per anni, sono convinta che lo sport debba essere una principale fonte di gioia ed appartenenza per i bambini soprattutto se si tratta di uno sport di squadra come il basket o volley per contrastare non alimentare il bullismo di oggi.
>
> Cordialmente,
>
> Tina Schöler
>
>

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